ALL DIGITAL 2013: REPORT “EUROPEAN DIGITAL INSTALLER CONFERENCE”.

La soluzione “Smart Installer”
Le tecnologie avanzano inesorabili e la convergenza tra di loro è una realtà che spesso complica la vita degli utenti. Forse non basta più la figura del “semplice” tecnico installatore. Si fa strada quindi il concetto dello “Smart Installer”, un professionista in grado di spiegare e risolvere i problemi che si presentano. È quindi indispensabile una formazione adeguata e la definizione di norme chiare e certe a livello europeo. Un’opportunità per la crescita economica e per la soluzione del digital divide. 

La tecnologia sempre più sofisticata e sempre più pervasiva, che ci circonda e che facilita (a volte no) le nostre vite, ci trasforma in “utenti digitali”. Ma la tecnologia non è una sola, in realtà le tecnologie sono molte e progressivamente sono oggetto di convergenza e interoperabilità, creando un ambiente, un “ecosistema”, tanto impensabile fino a pochi anni fa quanto complicato da gestire con competenza, specie per chi non ha la dimestichezza pari ad un nativo digitale. Ci vorrebbe un consulente che ci guidasse tra device e applicazioni, decoder e connessioni. Un angelo? No, un professionista qualificato e certificato, capace di destreggiarsi abilmente tra tutti i prodotti intelligenti e tecnologici presenti sul mercato. Uno “smart installer”.

È partendo da questo presupposto che Eutelsat ha organizzato a ALL DIGITAL sabato 5 Ottobre in Fiera a Vicenza la “European Digital Installer Conference”, momento approfondito di confronto dai molteplici scopi: promuovere a livello europeo le attività degli installatori, analizzare le iniziative a supporto della formazione e le prospettive di armonizzazione degli standard qualitativi all’interno dell’Unione.

Un’Unione europea che, a seconda delle circostanze e delle convenienze, viene percepita come un ostacolo o come una risorsa, ma che comunque è la stella polare a cui guardare e con cui rapportarsi, considerando che obiettivo politico della Ue è garantire a tutti i cittadini il diritto all’accesso alla banda larga e che la direttiva 2010/13/UE invita a curare l’alfabetizzazione mediatica dei consumatori rendendoli capaci di utilizzare adeguatamente i media. Ma soprattutto l’Unione europea ha a disposizione fondi da erogare a favore della digitalizzazione e dell’abbattimento del digital divide. Fondi che possono essere utilizzati, per esempio, come contributo ai cittadini per l’acquisto di kit di ricezione via satellite della banda larga. Erogazioni non a pioggia, ma destinati ad aree precise, «come accade nel dipartimento francese Puy-de-Dôme e nel Piemonte», ha ricordato Stefano Agnelli, direttore degli affari istituzionali di Eutelsat. 

L’Europa come destino, quindi. L’ha ribadito Amalia Sartori, presidente della Commissione ITRE (Industria, Ricerca, Energia) dell’Unione Europea: «l’istituzione ha posto il settore delle TIC (Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione, ndr.) al centro della sua politica economica. – ha detto Sartori – Questo settore rappresenta infatti circa il 20% della crescita annua di produttività, il 4,5% del Pil, genera il 25% degli investimenti privati in ricerca e innovazione, impiega 4 milioni di lavoratori con un tasso di crescita annuo del 3%».Tuttavia, i risultati ottenuti sin qui dall’Agenda Digitale Europa, lanciata nel 2010, tra i cui obiettivi da raggiungere c’è la copertura dell’intero territorio della Ue con la banda larga entro il 2013, non sono soddisfacenti anche perché superati nel frattempo dalla vorticosa velocità dello sviluppo in altri continenti. «I nostri obiettivi non sono abbastanza ambiziosi per garantire che l’Ue diventi un leader mondiale nelle telecomunicazioni entro il 2020», ha affermato Sartori.

Ecco perciò il rilancio: la Commissione ha approvato in settembre il dossier “Continente connesso” proponendo in esso una serie di misure come la semplificazione della normativa per le 

aziende, maggiori investimenti di quarta generazione e sulla banda larga wireless, l’accesso a internet per tutti, il più possibile libero da vincoli e regole. La Commissione ha inoltre lanciato la “Grande Coalizione”, inziativa che vuol mettere insieme tutte le parti interessate al fine di creare i presupposti per l’occupazione nel settore digitale. «Penso che l’installatore digitale possa essere parte di questo nuovo corso», ha infine detto Sartori. 

Ma l’Europa bisogna però volerla. Ovvero partecipare con assiduità, battersi per i propri interessi, presentare proposte ragionevoli e condivise, prender parte agli incontri che contano, in cui si prendono le decisioni. Fare legittima lobby. Attività che per gli italiani ha spesso fatto difetto, salvo poi lamentarsi di norme “calate dall’alto” (e in cui prevalgono spesso gli interessi dei “poteri forti” o, peggio, le logiche nazionalistiche che generano vischiosità nella definizione delle norme). L’invito alla partecipazione è arrivato forte e chiaro da Alberto Zanellati, coordinatore nazionale CNA Impianti: «basta individualismi, – ha ammonito – solo superandoli potremo contribuire a definire regole comuni, semplici e attivabili da subito». Perché l’Europa bisogna anche difenderla dagli appetiti commerciali di nazioni come Cina e Corea a cui fa gola l’ancora ricco mercato europeo e che si sono già mosse per condizionare i regolamenti comunitari.

Assieme alle regole certe e con le opportune armonizzazioni anche il training e la formazione professionale è un’arma potente e strategica per aumentare gli affari e fronteggiare la nuova concorrenza. La Conferenza di ALL DIGITAL ha offerto perciò una ricca panoramica di esperienze sul tema. Si sono avvicendati gli interventi dell’AIE, la European Association of Electrical Contractors, di GVF, associazione che rappresenta gli interessi del sistema VSAT e dei service provider, dell’americana Hughes e di Eutelsat che negli ultimi due anni ha svolto un importante progetto di formazione riservato agli installatori e focalizzato sulla tecnologia Tooway, la banda larga via satellite, certificandone oltre 4000 e costruendo un network paneuropeo. L’insieme degli interventi ha indicato chiaramente una direzione su cui lavorare per la fattiva creazione della figura dello “Smart Installer”.

«Da ALL DIGITAL parte la richiesta della creazione dello “Smart Installer” nell’interesse della libertà di ognuno», ha infine commentato il Commissario Agcom per le Infrastrutture e le Reti, Antonio Preto. Quella libertà di comunicare che la tecnologia oggi offre in abbondanza, evitando di discriminare chi non è in grado di addomesticarla. Oltretutto il concetto dello “Smart Installer” può essere concepito anche come un orientamento preciso verso le giovani generazioni e come una nuova opportunità di impiego. «Non dimentichiamoci che – ha aggiunto Preto – qualche mese fa il presidente della Commissione europea, Barroso, ha dichiarato che ci saranno 900 mila posti di lavoro entro il 2015 nell’ICT, ma che mancano le competenze». Se questa previsione si confermerà esatta l’opportunità di sviluppo è evidente. E quindi, avanti tutta con il profilo dello “Smart Installer” europeo.

Hanno detto 

«Per una compiuta affermazione del processo di digitalizzazione in Europa il ruolo dei professionisti presenti sul territorio è determinante». Stefano Agnelli, direttore degli affari istituzionali, Eutelsat 

«La figura dell’installatore si evolve in quella di un tecnico multitasking che non vende più un prodotto, ma un insieme di sistemi e di servizi». Evelyne Shellekens, general secretary, AIE 

«La qualificazione professionale è un asset strategico per l’Unione europea». Martin Jarrold, chief of international programmes, GVF 

«Gli interessi nazionali infuenzano la definizione delle norme e degli standard. Tuttavia, le PMI restano divise». Sebastiano Toffaletti, segretario generale ICT, PIN-SME 

«La nostra colpa è di aver guardato all’Europa come un orizzonte lontano e non come una risorsa». Alberto Zanellati, coordinatore nazionale CNA Impianti 

«Tutte le installazioni VSAT di Hughes sono effettuate da professionisti qualificati». Jim Lunn, vice president, program and technical services, Hughes 

«Dobbiamo assicurarci che ci siano le giuste competenze per cogliere al meglio le opportunità che deriveranno da una maggiore e migliore connessione, che non deve basarsi solo sulla banda larga, ma può e deve considerare anche l’utilizzo del satellite». Amalia Sartori, presidente Commissione ITRE 

«Per la formazione Eutelsat ha istituito un campus online disponibile in una decina lingue con video tutorial che illustrano il funzionamento di Tooway. È stata creata inoltre una serie di tools per smartphone per aiutare i tecnici durante l’installazione del sistema». Thomas Lohrey, head of system integration, Eutelsat 

«Lavoriamo per avere norme semplici che diminuiscano i costi di installazione, e cioè per l’utente. Le regole dettate dalle grandi imprese sono spesso inapplicabili per le PMI.

Occorre che le Associazioni come CNA credano nell’Europa ed investano maggiori risorse per permettere agli esperti di essere più presenti nei Cotitati Tecnici Europei ed internazionali. Chi è presente può decidere chi non c’è demanda agli altri. Sappiate che le Norme vengono decise a Brusssels od in IEC e quando arrivano in Italia il CEI può modificare veramente poco o nulla..». Giulio Dall’Olio, NORMAPME Expert 

«In qualche modo la figura dello “Smart Installer” consente di dare risposte concrete agli obiettivi dell’Agenda Digitale e, quindi, chiama in causa anche noi. Occorre continuare l’intervento strutturale e normativo per cercare di stare al passo con l’evolversi della tecnologia». Antonio Preto, Commissario Agcom per le Infrastrutture e le Reti 

Fonte: www.alldigitalexpo.it

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